26 febbraio 2008

COMUNITÀ MONTANA, BATTERE LA TESTA CONTRO IL MURO È LA TESTA A ROMPERSI NON IL MURO

marchetti.lorenzo@tiscali.it - Ho scoperto le Lettere dal Carcere di Gramsci quando, in prima in prima superiore, trovai quel libro nella biblioteca scolastica. Ho tratto da quelle lezioni di vita i miei principi morali. Insegnamenti che a distanza di quarantadue anni continuo ancora a seguire, tant'è che conservo l'Edizione Einaudi sul mio comodino. Scriveva Antonio Gramsci alla cognata Tatiana dal carcere di Turi il 19 maggio 1930: «Ti ho detto che io sono eminentemente pratico... La mia praticità consiste in questo: nel sapere che a battere la testa contro il muro è la testa a rompersi non il muro... io continuerò a seguire la mia pratica, di non sfondare le muraglie a colpi di testa e di mettere da parte quei problemi per risolvere i quali mancano gli elementi indispensabili...». Personalmente ho sempre cercato di seguire queste lezioni, anche perché essere riformista oggi, a mio giudizio, vuole dire portare avanti solo misure realizzabili, ma innovative al punto giusto per rimettere in piedi un paese malato.