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Fonte
Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «L’orecchio e gli occhi, indicano la concretezza di Dio. A questi
sostantivi corrispondono due verbi: ascolta e guarda. Sono due invocazioni che
esprimono i due aspetti della preghiera: l’atto di chiedere conta sull’ascolto
da parte di Dio; l’oggetto della richiesta pone tutta la città sotto lo sguardo
di Dio. La comunità, rappresentata dal profeta, chiede per sé l’ascolto; ma non
invoca per sé soltanto l’aiuto di Dio, lo invoca per la città nella quale vive.
Gesù ha detto: “Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e
riceverete” (Giovanni 16,24). Non è possibile pregare se non si ha la certezza
che Dio ascolta, e Gesù ci dà questa certezza. Ma l’impegno di Gesù è stato a
favore di tutti, non solo della piccola comunità dei discepoli. Perciò la
richiesta fiduciosa da parte dei credenti si estende al luogo in cui tutti
devono convivere. La città “sulla quale è invocato il tuo nome” è Gerusalemme.
Dopo Cristo, il nome, cioè l’aiuto di Dio, è invocato sulla società umana con
le sue desolazioni che attendono riscatto». Alcuni stralci di una
riflessione di Bruno
Rostagno,
Pastore evangelico