12 febbraio 2017

ISOLA D’ELBA, LE ORIGINI DEL MOVIMENTO EVANGELICO: “Nel 1861 venne inaugurato un locale di culto a Portoferraio, e nel 1874 i “liberi” lasciarono ai valdesi”

ilVicinato@ - «Nel 1861 circostanze favorevoli permisero di principiare un'opera di evangelizzazione anche a Portoferraio, e con tanto successo che vi venne inaugurato un locale di culto». Il cronista dice che il pastore «pensò bene fissarsi a Portoferraio. Di lì visitava Portolongone ove (…) aveva aperto un locale». I valdesi, tuttavia, rimasero a Portoferraio solo pochi anni. Quella comunità, secondo alcuni, più che da ragioni religiose era motivata da spinte anticlericali e massoniche, e presto passò a un'altra denominazione protestante. Abbiamo notizia da “L'Evangelo e il berretto frigio” di Giorgio Spini (1971) che a Portoferraio nel 1865 è presente “l’evangelista” (pastore) Bernardo Bracchetto delle Chiese cristiane libere. Lo stesso è sempre a Portoferraio nel 1871 «ove in passato v’era stata anche una scuola evangelica che, però, si era chiusa nel frattempo, ma sopravviveva ancora una piccola comunità». L’anno dopo il Bracchetto è sostituito da Angelo Cossu ma «la situazione è poco incoraggiante, c’è solo un esiguo gruppo di evangelici». Sempre dallo Spini sappiamo che nel 1874 i “liberi” lasciarono Portoferraio ai valdesi, e lo storico ci rammenta come la differenza fra le due chiese riformate sia stata più politica che di natura dottrinale, un motivo questo «spesso pudicamente sorvolato, ma in realtà fondamentale, e cioè che gli esponenti della Chiesa Cristiana Libera erano quasi tutti provenienti dalle file della sinistra garibaldina e rivoluzionaria, laddove i valdesi ostentavano il proprio lealismo sabaudo ed appoggiavano il governo Cavour».