ilvicinato@ - Fonte
Unione delle Chiese metodiste e valdesi - «Ecco il carcere nel suo
essere strumento di oppressione da parte dei potenti. Questo versetto è il
triste epilogo del dialogo tra Acab, re d'Israele, e Micaia, profeta conosciuto
dal re come colui che "non predice mai nulla di buono". Anche in questo
caso Micaia predice la sventura e il re chiede che venga messo in prigione, a
pane ed acqua, fino al suo ritorno (…) E se la ben nota malvagità di Acab
continua a sorprenderci, ancor di più nel nostro tempo ci fa orrore sapere che
in molte carceri del mondo, e purtroppo anche in qualche caso nel nostro paese,
le misure restrittive sono ancora utilizzate, in particolar modo per poter
ottenere informazioni dai prigionieri. E non solo restrizioni alimentari a pane
ed acqua, ma vera e propria tortura contraria a quel "senso di
umanità" di cui parla l'articolo 27 della nostra Costituzione. Insomma, la
malvagità di Acab è ancora tristemente attuale». Alcuni
stralci di una riflessione di Nicola Tedoldi, Pastore evangelico