umbertocanovaro@ - «In Toscana soprattutto, conosciamo bene l’oggetto
analizzato questa settimana: il recipiente dove tenere il vino. Ma non è sempre
conosciuto che il fiasco fosse anche e soprattutto un’unità di misura, proprio
sul nostro territorio regionale, assieme al barile (20 fiaschi) e altre misure.
Prima dell’introduzione del sistema metrico decimale, era questa l’unità di
misura, che equivaleva – a seconda delle zone – da 2,08 a 2,28 litri. E poteva
essere fiasco da vino, ma anche fisco da olio. Al vocabolo vengono date due
origini: la prima, latina, da <<vasculum>>, che sarebbe un
diminutivo di vaso; l’altra, forse più attendibile visto che la si trova anche
nei dialetti celtici, la farebbe discendere dal germanico
<<flaskun>>, XIII secolo, medesimo significato. “Fare un fiasco”,
si dice perché il fabbricante di vetro soffiato, quando sbagliava qualche
ingrediente anziché fare qualcosa di bello, riduceva il prodotto a qualcosa di simile
ad una vescica o a una bolla d’aria». Umberto Canovaro