umbertocanovaro@ - «Quando vogliamo aggettivare
coloro che seguono una disciplina o ideologia in modo ferreo e pedissequo,
usiamo dire che sono ortodossi, mutuando il termine dalla religiosità. Ma
perché si dice così? Il termine deriva dal greco antico <<ortodox>>,
composto da <<ortos>>(retto) e <<doxa>> (opinione): la
retta opinione, quindi. Si tratta di una parola molto alta ed elegante, che
rappresenta l’adesione perfetta ad un paradigma, ad una credenza, l’osservante
accettazione di una dottrina che studiosamente non si porta mai fuori dal suo
alveo. È in quest’ottica che si legge il nome della Chiesa ortodossa: con lo
scisma del 1054 e la separazione dalla Chiesa di Roma, i patriarcati dell’est
ritennero di restare quelli che più fedelmente rispecchiavano la dottrina cristiana;
perciò si dissero ortodossi. Infatti la rottura di quell’anno, avvenuta
attraverso le reciproche scomuniche del Papa Leone IX e del Patriarca di
Costantinopoli Michele I, fu uno evento ampiamente preparato da un progressivo
distanziamento che era avvenuto fra oriente e occidente circa questioni
teologiche, ma anche politiche». Umberto
Canovaro