umbertocanovaro@ - «Siamo ancora in periodo pasquale, e non sarà pleonastico
riportare qualche altra informazione aggiuntiva, rispetto a quelle della
settimana scorsa, sull’origine della <<pesah>>. Per stabilirne, la
data, fondamentale è l’equinozio, dal latino “aequa nox” (notte uguale), che è
il momento dell’anno in cui i raggi del sole cadono perpendicolarmente
sull’asse di rotazione della Terra, così da avere 12 ore di luce e 12 di buio.
Ciò avviene due volte l’anno: all’inizio dell’autunno e all’inizio della
primavera. Infatti, la data della Pasqua si fa
cadere nella domenica successiva
alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera (21 marzo), quindi in un
arco di tempo che può andare dal 22 marzo al 25 aprile. La Pasqua ci collega
quindi a corpi celesti i cui movimenti cosmici regolari scandiscono il tempo,
ripresenta l’equilibrio luce – buio nel moto della Terra attorno al Sole, in un
periodo storico nel quale il senso del tempo è dato solo da lancette e
telefoni, e gli astri, anche per via dell’inquinamento luminoso, non ci parlano
più». Umberto Canovaro
