ilVicinato@ - Informazione dalla stampa locale
- Il generale in congedo Umberto
Pinotti spiega in una lunga lettera i motivi che lo hanno spinto a ritirare la
sua candidatura a sindaco di Porto Azzurro. Ecco alcuni passi: «(…) La mia vita professionale
mi ha portato lontano dal Paese natio, e ora, pensionato, volevo dedicarmi a
tempo pieno al bene comune, alla comunità che mi ha dato i natali, ai miei
concittadini, ai giovani in particolare. In altri termini avrei offerto le
competenze maturate e le esperienze vissute al servizio delle mie genti, è
infatti per me molto gratificante essere a servizio degli altri! Forte di
queste mie convinzioni, assieme agli amici Massimo Forti e Lucio Papi,
accomunati dagli stessi ideali (con la consulenza di Giulio Guglielmi) ci
siamo, da tempo, impegnati per aggregare una lista civica (come tale non
riconducibile ai partiti tradizionali), così da dare concretezza a questi
principi condivisi, con un progetto sicuramente ambizioso ma realizzabile,
entusiasmante e suggestivo allo stesso tempo. A noi si sono uniti alcuni
giovani del gruppo consiliare “Insieme per Domani”, che ringraziamo per la
fattiva disponibilità (…) Da mesi, cerchiamo di coinvolgere altri
disinteressati e volenterosi come noi, soprattutto giovani e donne. Il
risultato che abbiamo ottenuto non è stato purtroppo sufficiente a far
decollare il nostro progetto; le risposte ricevute sono state laconiche, spesso
tardive, caratterizzate dalle più svariate ragioni personali che a nostro
giudizio possono essere così sintetizzate: pigrizia, apatia, indifferenza
civica, perplessità, preoccupazione in caso di vittoria degli avversari (…) Siamo stati vittime anche delle vulgate più
strampalate, come quelle che ci attribuivano la volontà di privatizzare la
gestione del porto, la soppressione della società d'Alarcon, l'allontanamento
dalle banchine portuali dei natanti di proprietà dei residenti. Ovviamente,
niente di più falso, specioso e fuorviante! Per tutte queste ragioni, che
abbiamo inteso condividere con voi, per la trasparenza che ci contraddistingue,
siamo giunti alla conclusione di questo percorso: non vi sono le condizioni per
presentare una lista elettorale credibile e vincente. Ora, sereni quanto mai di
aver voluto dare spazio e forma alle nostre nobili pulsioni che comunque non si
assopiranno, ci facciamo da parte, lasciando il campo ad altri, ai quali
auguriamo i migliori successi, che, siamo certi, andranno a vantaggio del
nostro amato paese (…)».
