14 maggio 2022

LA PAROLA DI OGGI È “OSTIA”… Le parole dal passato, analisi e etimologia

umbertocanovaro@ - «La settimana scorsa ci siamo occupati del wafer, il “fru–fru” (come si dice a Rio), rilevando come la Chiesa Copta adottasse una sorta di wafer bianchissimo e rotondo -mutuato dagli arabi (qarab), quale pane azzimo reso croccante e dolce. Da qui all’ostia cristiana, il passo è davvero breve. Ma perché questo nome? La derivazione è latina, da <<hostis,>> (nemico). Era invalso agli albori dell’antichissima Roma, che i prigionieri nemici diventassero spesso vittime da scarificare agli dei pagani. Nel linguaggio ecclesiale, Gesù Cristo, offertosi come vittima e sacrificandosi sulla Croce per espiare i peccati dell’umanità, si manifesta nell’ostia consacrata, quale Agnello immolato.  Nel XII secolo, i monaci producevano due tipi di ostie: una consacrabile con sopra impressa una croce oppure il cristogramma IHS, e un’altra – commerciale – da vendere ai fedeli come <<alimento di astinenza>>, in quanto esente da grassi, latte, uova». Umberto Canovaro