umbertocanovaro@ - «Chiaramente, è termine moderno
importato dalla terra anglosassone: l’origine è <<weben>> - favo
d’api - riferito all’architettura gastronomica che un tempo veniva data a
questo dolce. Infatti, aveva una forma a scacchiera, con fori centrali a mò di
alveare, molto zuccherato sui bordi dei riquadri. Ma se si pensasse che questo
biscotto è nato poco tempo fa, ci si sbaglierebbe. La Chiesa Copta adottava una
sorta di wafer bianchissimo e rotondo, mutuato dagli arabi (qarab), che lo
realizzavano piuttosto spesso (a strati) e fatto di acqua e farina, e stampato
a croci intrecciate a nido di ape, un po’ come sono i nostri moderni wafer che
ricordano un reticolo. Era conosciuto già nel XV secolo in tutta Europa dove
era stato portato dai cialdonai inglesi.
Nel XVII secolo, gli olandesi importarono dal Nordamenica il
<<waffle>>, che può essere considerato anch’esso un’evoluzione del
wafer copto, ed era come un foglio dolce arrotolato su sé stesso». Umberto Canovaro
