umbertocanovaro@ - «Non occorre essere scienziati o linguisti per
ricondurre l’altro nome di orinatoio pubblico a forma di edicola al grande imperatore romano. Ma occorre
sfatare una leggenda, e cioè che questi fossero stati progettati per far fronte e problemi di igiene
pubblica: nulla di più falso. Infatti, nel 69 d.C. Roma attraversava una grossa
crisi anche economica, a causa delle dispendiose guerre interne per il potere,
di cui proprio Vespasiano, dopo la morte di Nerone, fu testimone e
protagonista. Salito al potere, dovette affrontare il problema delle finanze e
dal momento che l’urina a Roma era una grande risorsa poiché vi erano ricche produzioni
tessili che impiegavano l’ammoniaca in lavaggi e tinture, era un vero peccato
lasciare gratis agli imprenditori quella che riuscivano a raccogliere. Quello
che fece Vespasiano fu l’imporre una tassa sulla raccolta imprenditoriale
dell’urina. In un famoso aneddoto si racconta che il figlio di Vespasiano, il
futuro imperatore Tito, abbia trovato indecoroso questo lucro (al che il padre
gli fece annusare i denari guadagnati): Pecunia non olet gtgt, il denaro non
puzza». Umberto Canovaro
