ilVicinato@ - Informazione da RioBlog - «Credo, sia giunto il momento che
noi cittadini riesi (da Bagnaia a Cavo) dobbiamo smetterla di piangerci addosso
e senza aspettare (super eroi, personaggi con la bacchetta magica o peggio
ancora padroni delle ferriere) con buona volontà ed impegno mettiamo a
disposizione le nostre esperienze e capacità Se veramente vogliamo dare nuove
opportunità di lavoro ai nostri giovani e rilanciare ii nostro paese a livello
economico e sociale. Credo che tra i cittadini riesi ci siano persone che hanno
buone capacità e che sicuramente sapranno organizzare una squadra che integri
l'entusiasmo e vitalità dei giovani con l'esperienza dei meno giovani inoltre
Rio ha bisogno di un leader che sia autorevole ma che viva a contatto con i
cittadini e ne raccolga le istanze che sia consapevole di lavorare per il bene
del paese e accetti le critiche anche quelle che usano un linguaggio più
colorito e che abbia la volontà di risolvere anche i piccoli problemi
quotidiani dei cittadini. Ringrazio il De Santi che ha ricordato gli obiettivi
da raggiungere per rilanciare l'economia: il porto, le terme, l'albergo diffuso
ma aggiungo anche la riqualificazione del territorio (parco minerario)
l'attuazione del piano urbanistico. Obiettivi che per essere raggiunti
necessitano di impegno e collaborazione da parte di tutte le componenti:
associazioni di categoria, circoli di partito e persone professionalmente
valide e da tutti coloro che hanno a cuore il proprio paese. Oltre a questo
bisogna ricordarsi delle problematiche quotidiane: il sociale, il disagio
giovanile, il supporto agli anziani e l'ampliamento dell’aiuto alle persone con
disabilità che non deve essere assistenzialismo ma servire a dare dignità. È vero,
possono sembrare tante belle parole come forse qualche politico con la P
maiuscola (come va di moda) sventola ma a mio modesto parere le persone di Rio
sono in grado di formare una buona squadra che possa scendere in campo e
raggiungere buoni risultati non siamo certo meno di tutti gli altri elbani». Rita Matacera
