ilVicinato@ - Informazione dalla stampa locale - «Tutte
le volte che passo davanti alla biblioteca di Porto Azzurro e vedo quella porta
chiusa ormai da tempo, non posso fare a meno di pensare a quanto tempo,
nell’adolescenza, ho avuto la fortuna di poterci trascorrere per prendere un
libro, studiare o fare le famose “ricerche per casa”. Prima al piano terra del
palazzo comunale, poi in fondo alla Pianotta, dopo alle scuole, ora
all’ingresso del paese. Sono molti i posti che l’hanno ospitata, purtroppo con
un orario di apertura sempre più ridotto con il passare degli anni (…) La
biblioteca che vorrei è un luogo dove poter leggere il quotidiano del giorno,
studiare per un esame universitario, presentare un libro, organizzare
laboratori per bambini e ragazzi o svolgere varie attività con le scuole. Ma
soprattutto dovrà essere un centro di servizi rivolto ai cittadini, dove
promuovere e supportare l’apprendimento delle competenze digitali. Abbiamo il
dovere di non escludere chi non riesce a stare al passo dei servizi online e
delle identità digitali, e lo possiamo fare, per esempio, offrendo proprio quel
servizio di “facilitazione digitale”. È questa la biblioteca che vorrei e un
giorno spero con tutto il cuore di riuscire a ottenerla». Andrea Solforetti, consigliere comunale di Porto Azzurro
