23 marzo 2025

IL CEMENTO ARMATO... QUANDO LA PRUDENZA NON È MAI TROPPA: “Marie’ da retta a ’no schiocco, io du’ pezzi di rotaia ce li metteréi!”

lomarchetti@ «Mario, per tutti i paesani Marietto, era un geometra della società mineraria e che vicino alla pensione, decise di costruire una villetta per la sua famiglia, avrebbe finito di pagare il mutuo con la liquidazione. Un fabbricato con piano terra e primo piano: sotto la zona giorno con la cantina e un suo studiolo, sopra le camere da letto e i bagni. Eravamo nei primi anni '60 e anche sull’Isola s’iniziava a usare il cemento armato per le costruzioni civili, e non solo per quelle militari e industriali, com'era avvenuto fino allora. Per il nostro geometra si pose il problema di chi avesse potuto fare i calcoli del cemento armato, indispensabili per essere in sicurezza: “la prudenza non è mai troppa”. Quindi pensò di rivolgersi ai suoi amici ingegneri che di calcoli ne avevano fatti e ne facevano ancora per costruire gli impianti industriali del dirimpettaio stabilimento siderurgico. Il fabbricato fu avviato e Marietto, giorno dopo giorno, vedeva come questo prendeva forma, e lui se la guardava affascinato. Finalmente arrivò il grande giorno: avrebbero tolto il legname usato per le armature. Marietto, per festeggiare si procurò  due fischi di “vino bòno”, comprò due pacchi di pastine Marie e invitò alla cerimonia anche un capomastro in pensione, suo caro amico. Tolte le armature, i due amici entrarono in quello che sarebbe diventato il salotto di riguardo. Il vecchio capomastro, chiotto chiotto, si avvicinò all’orecchio del nostro geometra e gli sussurrò: “Marie’ da retta a ’no schiocco: io per agguantà il solaio du’ pezzi di rotaia ce li metteréi!”. In paese le rotaie venivano riutilizzate come longherine, travi di sostegno, che in quel tempo se ne trovavano assai perché la società mineraria stava smantellando la rete ferroviaria interna a scartamento ridotto, sostituendo il trasporto del minerale con i camion». Lorenzo M.