pd.rio@ - «Lo dico subito, senza premessa: sono d'accordo con chi
mette al centro della riflessione i disagi delle famiglie e delle imprese. Dal
5 marzo 2025 l’hanno fatto in tanti: singoli cittadini, professionisti,
commercianti e imprenditori, donne e uomini che non abitano a Rio ma lo amano.
L’hanno fatto raccontando quanto e cosa è cambiato spostandosi per lavoro,
studio, salute ed altro. Lo raccontano percorrendo la disastrata strada di
Grassera, strada comunale e non provinciale assessore Guerrini. Lo ha fatto il
Pd di Rio dal giorno dopo e lo ha fatto il comitato Noi di Rio dopo la sua
costituzione. Lo dico con chiarezza: all’appello mancava solo chi ha la
responsabilità principale di governo del nostro Comune, limitandosi a un video
messaggio “La verità sulla strada”, preceduto da un comunicato contenente gli
interventi fatti da alcuni assessori. E ancora, vi è stata purtroppo
un’inadeguata informazione per molti giorni, un’ipotetica previsione di
apertura della strada provinciale 26 a senso unico alternato dimostratasi
errata, che ha aumentato il disorientamento e la delusione nelle persone.
Continuo a pensare che si tratta di legare in modo ostinato la necessità di non
perdere un’ora per riaprire 100 metri di strada, sui quali siamo tutti
d’accordo, con l’agire su ciò che ha prodotto quella chiusura: appunto i tanti
problemi ricaduti sulle famiglie e le imprese di Rio. In altre parole, si
tratta di governare e superare un’emergenza. Non sta qui la capacità di alzare
l’asticella della politica, assessore Guerrini? L’assessore fa appello a unire
le forze e ad abbassare le “bandiere”. E allora chiedo: perché dal 5 marzo non
si è pensato a una riunione dei capigruppo di maggioranza e opposizione per
avviare un lavoro comune? Perché non si è convocato un Consiglio Comunale
aperto per attivare ogni azione utile a contrastare i disagi, ma anche a
tracciare le direzioni per mettere in sicurezza il Piano di Rio? Perché non si
sono invitati i consiglieri comunali di opposizione alle riunioni con la
Provincia? Ed ancora, in fatto di emergenze e di mettere al centro i bisogni di
cittadini e imprese che hanno ancora i segni dell’alluvione: a che punto siamo
con l’intervento sulle spiagge di Bagnaia, Nisporto e Nisportino? E ancora, per
parlare di un’impresa costretta a chiudere perché una domenica si è vista
distrutta la strada di accesso, a che punto siamo sull’emergenza della spiaggia
di Fornacelle? Qui, non si è registrato un altro ritardo della macchina
comunale a tutela della servitù pubblica? Costa molto dare le gambe alle
parole? E comunque contano anche le parole. E dico che non sono d’accordo che
Rio Marina “stia morendo”. Semmai è un tessuto produttivo, sociale e umano che
si meriterebbe una pubblica amministrazione capace di governare con una visione
che guarda alle sfide dei prossimi anni. Capace di valorizzare con atti
deliberativi l’importanza della partecipazione attiva dei cittadini (semmai
lasciando allo Statuto e ai cittadini che vi aderiscono decidere la funzione di
un comitato). Capace di non negare una sede all’unica associazione giovanile
del territorio e coinvolgerla nella programmazione delle politiche giovanili. Concludo
sulla questione della “politica” e delle “bandiere” citate da Guerrini: per il
Pd di Rio, e per me in qualità di segretario, le bandiere e la politica sono i
diritti delle persone, la passione e l’onestà, sono la ricerca delle soluzioni
ai problemi. Sono i modi di fare e intendere la politica, sempre rispettosi
delle persone e del ruolo che ricoprono. Quando tutto questo viene meno emerge
l’uomo “solo e forte” al comando e la sconfitta della politica. Non è
d’accordo, assessore Guerrini?». Fabrizio Ania,
segretario del circolo Pd di Rio
