lomarchetti@ - «Avevano
un figlio che per motivi di lavoro viveva a Milano insieme alla giovane moglie.
Decisero di fargli una sorpresa, e quindi trascorrere qualche giorno assieme.
La mamma propose di portare alcune schiacce briache, fatte da lei, il figlio
minore che viveva con i genitori, comprò un fiasco di moscato al negozio
dell'Amicone, e il babbo consigliò di portare un po' di pesce freschissimo che
il giorno prima della partenza, avrebbe comprato da Cestina d'Oro. Il
giorno della partenza si alzarono molto presto per prendere la Planasia delle 7,00. Il babbo tolse i pesci dal frigo e li mise in
un sacchetto, dal secchio della spazzatura poi prese il sacchetto con gli
avanzi della sera prima. Con un sacchetto a destra e l’altro a sinistra, scese
le scale e gettò l'immondizia nel cassonetto della spazzatura e attaccò l’altro
sacchetto, quello con i pesci, allo specchietto della macchina, perché: “Così
si sarebbero mantenuti freschi”. Poi risalì a casa per aiutare il figlio a
scendere i bagagli. Il viaggio fu lungo e la mamma, a un certo punto disse: “Ma
senti che di puzzo che viene da fuori, è proprio stomachevole”. Il marito
commentò: "Da queste parti non ci hanno mica la nostra aria pura!".
Finalmente arrivarono a casa del figlio e il sacchetto dei pesci fu il primo a
essere aperto, ma con grande disappunto, costatarono che dentro c'erano solo i
buzzi degli avanzi mangiati la sera prima. La mamma infuriata si rivolse al marito
e commentò: “Non ne fai mai una alla via”. Insomma, i pesci da portare a
Milano erano finiti nel cassonetto di Rio Marina!». Lorenzo M.
