9 aprile 2025

PIANO DI RIO, PER NON DIMENTICARE LE CAUSE DEL FENOMENO FRANOSO: “Quello che si evince è la necessità di regimare il reticolo idrico superficiale di tutta la vallata del Riale che fa confluire le acque nei fiumi sotterranei, in questo modo si eviterebbe l'accumulo di pressione e l'erosione che porta agli sprofondamenti”

ilVicinato@ - Due post (ora uniti) pubblicati su ilVicinato.it il 6 e 7 ottobre 2016 - Fonte notizia quinewselba.it – Luca Lunedì: «Un anno di osservazioni e centinaia di misurazioni compiute da due università (Firenze e La Sapienza di Roma) che hanno lavorato in parallelo hanno finalmente gettato luce sulle cause degli sprofondamenti al Piano di Rio. Non si può parlare di sinkhole propriamente detti, bensì di un fenomeno erosivo dovuto a un reticolo idrico sotterraneo presente alla profondità di 10-15 metri che raccoglie le infiltrazioni di acqua superficiale e corrode sistematicamente il terreno in alcuni punti ben precisi. E se da una parte conoscere la malattia è il primo passo per arrivare a una cura, proprio la scoperta che il reticolo idrico si espande per tutta la valle del Riale, se pure la zona rossa è stata drasticamente ridotta, fa pensare che la soluzione richiederà tempo e soldi in misura considerevole. In ordine di rilevanza si parla di un'infiltrazione naturale e antropicamente indotta di acque superficiali in corpi a permeabilità differenziata con creazione di sovrapressioni ed erosioni sotterranee occorrenti nei corpi stessi (paleoalvei) o lungo strutture antropiche sepolte e interrate. In seconda battuta resta la possibilità di sinkholes propriamente detti secondo meccanismi di dropout innescati dall'alto o dal basso. Questa ipotesi non può essere esclusa ma resta in subordine rispetto alla prima. La causa principale è stata identificata nelle condizioni geologiche del Piano di Rio, innescate dalle infiltrazioni di acqua ma sono state elencate una serie di concause: “Disarticolazione della rete di drenaggio a causa delle interferenze con il sistema infrastrutturale e con il costruito, carenze nella manutenzione del sistema di drenaggio superficiale e prelievi non controllati da parte dei privati”. L'attività dei pozzi è, al regime attuale, sostenibile. Se aumentasse non potremo dare la stessa sicurezza ma è un fenomeno che rientra nelle concause, non nelle cause principali. Quello che si evince è dunque la necessità di regimare il reticolo idrico superficiale di tutta la vallata del Riale che fa confluire le acque nei fiumi sotterranei, in questo modo si eviterebbe l'accumulo di pressione e l'erosione che porta agli sprofondamenti. Un'opera molto vasta e soprattutto dispendiosa per la quale i due sindaci intendono coinvolgere in prima persona l'assessorato regionale».