lomarchetti@ - «Malatesta,
il nostro anarchico, era un operaio della società mineraria addetto al
controllo e alla manutenzione delle tramogge. Queste sono contenitori a forma di
piramide capovolta, munita di apertura sul fondo, che è utilizzata per raccogliere
dall'alto materiali, per poi scaricarli verso il basso. Un giorno, mentre
Malatesta scrollava il minerale rimasto attaccato alle pareti del macchinario,
perse l'equilibrio e cadde nella tramoggia, dove fu subito rivestito e coperto dal
minerale di ferro. Rischiava di morire soffocato, ma i suoi compagni di lavoro
aprirono prontamente la bocchetta e insieme al minerale uscì pure il poveretto,
sporco, malmesso ma vivo. I colleghi lo caricarono su un barroccio e lo
accompagnarono a casa. La notizia dell'incidente si sparse in tutto il paese in
un baleno e molte donne, gli uomini no perché erano a lavoro, si recarono in casa
del Malatesta. Una di loro assicurò: "È stata la mano della Madonna che
l'ha salvato! Preghiamo!". Lui, il miracolato tuttavia anarchico e
anticlericale, aprì un occhio e con una voce fievole commentò: "Lei mi ha
salvato, ma la spinta chi me l'ha data? Deve essere stato il figliolo!”. D’altra
parte Rio Marina, a quei tempi, era un paese di anarchici, massoni e
protestanti. Già nel 1887 si ha notizia della presenza di gruppi anarchici e il
paese spesso era visitato da Pietro Gori». Lorenzo M.
