lomarchetti@ - «In quel
pomeriggio di primavera splendeva il sole dopo diversi giorni di pioggia
intensa, e noi bamboli del palazzo dei Pozzi ne approfittammo per giocare nella
piazzetta della chiesa di Santa Barbara, con noi c’erano pure i bimbi le cui
mamme erano ai lavatoi pubblici. Fra una pallonata e l’altra, si fermò una
delle poche auto che allora passavano per la via di Rio, il conducente era lo
zio di uno di noi, e ci disse: "Andate ai Casotti, la mucca di Ercolino è
sprofondata in una buca che prima non c'era". Insomma la vacca era stata inghiottita
da una dolina. Noi, con la curiosità tipica della nostra età, percorremmo quei
cinquecento metri di corsa e quando giungemmo al bivio per la strada del
cimitero, dove ora ci sono gli impianti di Asa, vedemmo alcuni uomini che
imbracato l'animale, cercavano di riportarlo sul piano di campagna. Vivevamo
quella scena con gli occhi sgranati, ci sembrava di assistere dal vivo a una delle
tante avventure di Lessie, il telefilm che ovviamente in bianco e nero,
seguivamo alla Tv dei Ragazzi. La povera mucca di Ercolino, finalmente, fra un
muggito e una bestemmia dei suoi soccorritori, fu riportata sul campo sana e
salva anche se un po' acciaccata. Questo è un episodio accaduto tanti anni fa,
forse ne sono passati più di sessantacinque, ma sta a significare come nel
Piano di Rio gli sprofondamenti ci sono sempre stati». Lorenzo M.
