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l’8 settembre 2014 - «Sindaco, leva il vino dai fiaschi e pubblica sui
social la delibera con la quale il consiglio comunale di Rio, come dici, ha
approvato gli indirizzi per la nomina e la designazione di rappresentanti del
comune presso enti, aziende etc. Il tuo sarebbe un gesto di trasparenza e porrebbe
la parola fine a una discussione che si protrae sin dall’ottobre 2023.
Tuttavia, noi che siamo fra quanti non credono che gli asini volano, ti pensiamo che l’atto dovrebbe essere di questo tenore: “Il consiglio comunale visto l’art. 42 del Tuel che individua le
competenze del consiglio comunale (omissis) delibera: di approvare gli
“Indirizzi per la nomina e la designazione di rappresentanti del Comune presso
enti, aziende ed istituzioni”, allegati al presente provvedimento quale parte
integrante e sostanziale; (omissis) art. (xx) – Requisiti soggettivi: i
rappresentanti del comune devono essere in possesso dei diritti civili e
politici e doti di elevata qualità morale e di indipendenza di giudizio. I
rappresentanti del comune non devono trovarsi in alcuna delle condizioni
ostative alla candidatura a consigliere comunale, né in alcuna condizione di
inconferibilità o incompatibilità, ai sensi del D.Lgs. n. 39/2013; non devono
trovarsi in alcuna delle condizioni di cui all’art. 10, D.Lgs. n. 235/2012 e
smi, ostative all’assunzione dell’incarico; non devono trovarsi in alcuna delle
condizioni ostative all’incarico ai sensi dell’art. 5, c. 9, del D.L. 6 luglio
2012, n. 95, conv. in legge n. 135/2012; (omissis) Coloro che rappresentano il
Comune possono ricoprire lo stesso incarico per due soli mandati interi, salvo
deroga accordata con motivata decisione, per un unico ulteriore mandato.
(omissis) art. (xxx) Requisiti professionali: I rappresentanti del Comune in
enti, aziende ed istituzioni devono essere in possesso di adeguata
professionalità, qualificazione ed esperienza rispetto all’incarico da
ricoprire (omissis)”. Sindaco, sappi che se ci dileggi e non pubblichi
quell’atto significa che hanno ragione quanti sostengono che quella
deliberazione non c’è mai stata, o non è redatta nella forma dovuta!». Comitato 2.6
