lomarchetti@ - «Nel
mio post pubblicato su ilVicinato.it dello scorso 14 febbraio intitolato “Elba,
governo comprensoriale: giusto puntare sulla comunità isolana o di arcipelago”,
ho ritirato in ballo la necessità di avere un ente per il governo del
comprensorio. Mi fa piacere che questa sia stata ripresa dal sindaco di Rio e
condivisa pure dal gruppo consiliare d’opposizione che sollecita: “Se il
sindaco intende davvero percorrere la strada della Comunità Isolana per dare
attuazione al precetto costituzionale sull'insularità, non perda altro tempo”.
A questo punto merita ricordare che l’Unione di Comuni dell’Arcipelago Toscano
è stato l’ultimo ente operativo nelle politiche comprensoriali, istituito nel
gennaio 2009 a seguito allo scioglimento della Comunità Montana. Nacque per gestire
dei servizi comunali strategici in forma associata delle Isole di Toscana, ma da
esso erano rimasti fuori tre comuni di Rio Marina, Porto Azzurro e Marciana
Marina. Dichiarò allora Danilo Alessi, ultimo presidente della Comunità Montana,
riferito alla nascita dell’Unione dei Comuni: “Da un lato abbiamo semplicemente
una specie di conferenza dei sindaci che gestisce alcuni servizi dei Comuni”. Era
il maggio 2008, ma nello stesso mese di maggio del 2011, ci fu l’ammaina
bandiera dal Palazzo di via Manzoni che simbolicamente annunciò la morte dell’ultimo
ente comprensoriale dell’Arcipelago Toscano. Non ricordo perché con lo scioglimento
della Comunità Montana dell’Elba e Capraia, questa non fu trasformata in Comunità
d’Arcipelago. Tuttavia, era il marzo 2008, quando il coordinatore elbano Pd
dichiarò alla stampa: “Una possibile alternativa, prevista tra l’altro anche
dalla Regione Toscana, potrà essere la Comunità dell’Arcipelago, un ente che dovrà
dotarsi di un organismo interno di gestione certamente più snello e competitivo”». Lorenzo M.
