lomarchetti@
- «La scorsa notte mi sono svegliato alle
3.30 per accompagnare una persona a Portoferraio perché doveva imbarcarsi sul
traghetto in partenza alle 5.00, durante il tragitto ho pensato alle molte
volte che anch’io, allora presidente della società del Parco minerario
dell’Isola d’Elba, ho fatto quella levataccia per andare a Roma nei vari
ministeri per cercare finanziamenti o sbloccare situazioni incancrenite come alla
direzione generale del demanio o alla task force per l’occupazione. Subito dopo
quei ricordi, però, mi sono venuti alla mente alcuni versi di una canzone di
Guccini: “Ma s’io avessi previsto tutto
questo dati causa e pretesto, le attuali conclusioni (…) Ho tante cose ancora
da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!”. Sì, perché
mai mi sarei immaginato che quelle strutture, come la sala riunioni del Palazzo
del Burò, realizzate oltre venticinque anni fa grazie a quei finanziamenti
europei e ministeriali, ottenuti in buona parte grazie a quei miei viaggi, sarebbero
state interdette all’uso d’iniziative pubbliche come nei mesi scorsi ha
stabilito l’amministrazione comunale di Rio. Insomma, i miei viaggi a Roma, a
Firenze e a Livorno, sono stati vanificati da chi è giunto a ‘pappa fatta’. Ritengo
giusto esprimere la mia delusione per l’atteggiamento dei giovani collaboratori
del sindaco Corsini dai quali mi aspettavo un atteggiamento più rispettoso
della vita associativa. Creare spazi di partecipazione è il primo passo verso
il futuro. I paesi di Rio hanno bisogno giovani, che non siano tali solo nel
registro dell’anagrafe, ma che hanno entusiasmo, idee innovative per il futuro
ed energia per dare un definitivo cambio di marcia». Lorenzo Marchetti
