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- Fonte notizia stampa locale - «L’Autrice ci offre a ogni
pubblicazione dedicata a quei quindici anni in cui l’isola d’Elba, con
Napoleone Primo Console, diventa territorio metropolitano francese, ancora, uno
spaccato storico di modernità nella gestione di un problema sociale così grave
come l’abbandono di un minore. Effettivamente come ho sentito dire più volte,
l’organizzazione amministrativa francese a supporto delle idee innovative delle
Rivoluzione, portò l’Elba fuori da un’arcaica arretratezza di tipo medioevale. Con
la Rivoluzione Francese, i bambini abbandonati sono stati dichiarati “Figli
naturali della Patria” e, come tali, anche all'Elba, la loro assistenza non
spettava più agli istituti caritatevoli come avvenuto fino a quel momento, ma
diventò un compito esclusivo dello Stato. L’autrice ha parlato di bambini abbandonati
nell'Elba francese e di come lo Stato si è occupato di loro ma, in particolare,
ha parlato di Marianna Douval, una bambina abbandonata ma con una storia di
abbandono un po' diversa da quella degli altri trovatelli. Non è stata la madre
a lasciare Marianna ma il padre, un militare straniero che ha promesso, con le
lacrime agli occhi, di tornare a riprenderla. Era il 1803 quando il tenete
Douval ha lasciato la piccola Marianna fra le braccia di Caterina Marchetti,
una donna semplice e con tanto amore da dare. Il padre, il tenente, avrà avuto
modo di mantenere la promessa?».
