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- Fonte notizia da face book - «C'era un tempo in cui, nella
notte tra il 28 e il 29 giugno, a San Piero quasi ogni casa preparava la Barca
di San Pietro. Bastava un piatto o un bicchiere colmo d'acqua, un albume d'uovo
e la fiducia che, durante la notte, il santo avrebbe lasciato il segno. Al
mattino, ancora prima che il sole fosse alto, iniziava una silenziosa gara. Il
primo che si svegliava apriva la finestra che dava su Piazza della Chiesa e
sulle viuzze del paese. Da una finestra all'altra ci si chiamava: "Com'è
venuta la tua barca?". Ogni famiglia osservava con attenzione quelle
sottili vele bianche formate dall'albume. C'era chi vedeva un veliero con gli
alberi maestri ben spiegati, segno di fortuna e di un buon raccolto, e chi
invece trovava vele basse o quasi inesistenti, interpretandole secondo l'antica
saggezza popolare. Era un rito semplice, fatto di acqua, di attesa e di
fantasia, ma soprattutto era un momento condiviso. Un'intera comunità si
risvegliava con lo stesso desiderio: leggere nei piccoli segni della natura un
messaggio di speranza. Oggi questa tradizione rischia di essere dimenticata.
Eppure basterebbe davvero poco per farla rivivere: un bicchiere d'acqua, un
albume e la voglia di tramandare ai più giovani un'usanza che racconta l'anima
del nostro paese. Perché le tradizioni non vivono nei libri, ma nelle mani di
chi continua a ripeterle, anno dopo anno». Gian
Mario Gentini
