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- Fonte notizia stampa locale - Da un lungo e motivato appello di Marco
Contini: «Diciamolo chiaramente, senza metafore e senza la diplomazia felpata
dei comunicati stampa: all’Isola d’Elba, se il tuo cane o il tuo gatto ha la
sfortuna di stare male dopo le otto di sera, in un giorno festivo o durante il
fine settimana, la sua vita è legata a un filo sottilissimo. E, nella maggior
parte dei casi, quel filo si spezza nell’agonia. Siamo nel 2026. L’umanità
parla di intelligenza artificiale applicata alla medicina, di chirurgia roboticaini
a distanza, di turismo aerospaziale. Eppure, a pochi chilometri dalla costa
toscana, una comunità di oltre trentamila residenti ststabili, che quadruplica
nei mesi estivi, è condannata al Medioevo veterinario. L’assenza di una clinica
veterinaria aperta 24 ore su 24, sette giorni su sette, e la totale mancanza di
un servizio di pronto soccorso notturno e festivo strutturato non sono soltanto
un disservizio. Sono una vergogna collettiva, un atto di crudeltà passiva da
parte delle istituzioni e un insulto alla sensibilità di chiunque consideri un
animale come un membro della propria famiglia. Si spendono centinaia di
migliaia di euro di fondi pubblici per festival, sagre, inaugurazioni e
campagne di marketing territoriale. Si riempiono le bocche di parole d’ordine
come “sostenibilità”, “qualità della vita” e “benessere animale”. Ma quando si
tratta di stanziare i fondi necessari per garantire la continuità assistenziale
ai nostri animali, i bilanci magicamente si restringono, le competenze si
rimpallano e la burocrazia diventa il paravento dietro cui nascondere la
propria ignavia».
