lomarchetti@ - «Mi sono iscritto al Partito comunista italiano nel 1970, al compimento del
diciottesimo anno di età. Fui eletto nel Comitato federale del PCI livornese
nel 1975 in occasione del XIV° congresso, avevo ventitré anni. Da allora non persi
una riunione anche se, ogni volta, dovevo prendere un giorno di ferie e poi il
traghetto mattutino e il treno fino a Livorno, infine l’autobus per piazza
della Repubblica. Ma ne valeva la pena! Quelle riunioni erano lezioni
universitarie, anzi lezioni di vita. La relazione introduttiva di Luciano
Busotti, gli interventi degli operai dell’Italsider di Piombino, di quelli
della Solvay di Rosignano, del cantiere e del porto di Livorno. Tutte
esperienze di protagonisti che quelle situazioni le vivevano dal vivo. Infine i
contributi dl prof. Nicola Badaloni, preside della facoltà di lettere di Pisa,
di Armandino Gigli che aveva insegnato nella scuola di partito di Mosca, dei
deputati Nelusco Giachini e Bruno Bernini, nonché di capi partigiani,
amministratori regionali, provinciali e comunali, e tanti altri e altre ancora.
Insomma, ognuna di quelle riunioni nel salone del secondo piano di quel
palazzone di piazza della Repubblica, sono state per me lezioni di vita che mi
hanno formato e che non potrò mai dimenticare». Lorenzo M.
