lomarchetti@ - «Il
mio sindaco è differente perché sa che di fronte all’allerta arancione, emessa
dalla sala operativa della protezione civile, sono previsti fenomeni
meteorologici intensi come il rischio idraulico e idrogeologico con piogge
prolungate, e fiumi e torrenti in piena e frane; e pure temporali forti con raffiche
di vento elevate, grandine, fulmini e mareggiate lungo le coste. Il mio sindaco
sa che la sua comunità rischia danni a strutture e infrastrutture. Il mio
sindaco sa che spetta solo a lui decidere se chiudere le in base alle
condizioni locali e ai rischi previsti. Il mio sindaco sa che lungo le strade
ci sono alberi i quali a causa della pioggia o del vento possono cadere, magari
nel momento incui passa lo scuolabus, come pure possono giungere sulle
pubbliche vie gli embrici caduti dai tetti, o i fulmini possono colpire i
passanti. A Rio Marina non sono successi fenomeni del genere? Non occorre
scomodare il 1857, basta ricordare l’alluvione del 1993 quando fu interamente
allagato il Piano di Rio e l’acqua del torrente di Riale distrusse il ponte del
Villaggio Togliatti isolando quel nucleo abitato. Come non ricordare il pino
della Crocetta caduto sulla Sp26? Il mio sindaco è differente perché non vuole
mettere a rischio l’incolumità dei suoi amministrati e, di conseguenza, rischiare
lui stesso essere condannato per omicidio colposo, in caso di non augurabile disgrazia». Lorenzo M.
