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- Fonte notizia stampa locale - «Durante l’escavazione del minerale di ferro
nel cantiere Pozzi Fondi della miniera di Rio, nel 1901 venne alla luce
un’anfora contenente monete romane d’argento. La voce di quel ritrovamento
possò di bocca in bocca, e gran parte di quel tesoro spari prima che le
autorità potessero intervenire. Così da quel nucleo di denari d’argento, la
direzione delle miniere dell’Elba mise al sicuro soltanto 44 monete, che oggi
sono custodite a Roma nel Medagliere del Museo Nazionale. Queste sono di epoca
romano-repubblicana, e vanno dalla fine del III al I secolo a.C. Per gli
storici potevano appartenere a un ricco mercante, o a un appaltatore delle
miniere, oppure a un alto funzionario romano. Questo, nella metà del I secolo a.C.,
aveva sepolto quel tesoro un periodo di violentissime guerre civili e
instabilità politica a Roma. Quell’uomo, molto probabilmente, stava fuggendo e
cercava di proteggere i propri risparmi. Tutto questo, a ogni modo, dimostra
come l’Isola con le sue miniere, era un centro nevralgico di scambi economici e
transazioni commerciali di altissimo livello, gestito da figure di rilievo
della società romana».
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