ELBA, IL CALO DEI TURISTI: la colpa non è solo del caro traghetti. Troppi guardano la luna e non il dito. Carta canta. Risposta a Gimmi Ori
artemisio1957@alice.it – Caro signor Gimmi Ori, apprezzo il suo interventismo sulla stampa elettronica, ma sono costretto a contraddirla. Innanzi tutto il Golfo di Orosei, dove ho trascorso le mie vacanze sarde, non è sulla Costa Azzurra, bensì in provincia di Nuoro. Le segnalo, inoltre, che lo scorso mese di giugno è venuto a trovarmi un mio vecchio collega di studi universitari (sfortunatamente da me interrotti!), è arrivato il martedì mattina ed è ripartito dieci giorni dopo (la sera di venerdì). Lui e i suoi familiari non erano mai stati all’Elba. Sono giunti con il traghetto della Toremar (tratta Piombino Rio Marina) e hanno speso 110 euro (tre persone più l’auto – andata e ritorno), mentre per l’appartamento, vicino al mare (ma non alla spiaggia!), hanno pagato per dieci giorni 860 euro (86 al giorno). Nelle sere che siamo andati a cena al ristorante, però sia per menù che per la qualità del servizio era nient’altro che una trattoria, abbiamo speso 31,00 euro a persona (un primo, un vino, un dolce e il caffè, insomma: né carne né pesce). Il mio amico per le sue vacanze elbano ha sborsato 970 euro (vitto escluso), a fronte dei miei 800 lasciati in Sardegna. Veda caro Gimmi, io stimo il suo attivismo contro il “costo traghetto”, però questo non è il solo problema del calo dei turisti sull’isola (faccia lei i dovuti raffronti). Lei, così come tanti altri (compresi sindaci e assessori, quelli del bla, bla, bla), purtroppo, si comporta come coloro che guardano il dito e non la luna. Non me ne voglia, ma il mio vuole essere semplicemente un contributo a individuaree i motivi della "crisi". Cordialmente, Giovanni Lombardo - Mailing Asinoi