SERGIO ROSSI SBATTE LE PORTA DEI DS. Il segretario Giannullo: il nostro obbiettivo è colorare di rosso l’Elba.
ilvicianto@libero.it - Caro Sergio, con molta tristezza ho appreso la notizia delle tue dimissioni dal nostro Partito. Una scelta che, sono certo, farà felice qualche “compagnuccio” che alberga anche tra di noi, ma che non fa felice il sottoscritto e, sono convinto, renderà la stragrande maggioranza di noi orfani di una coscienza ipercritica, politicamente onesta e schietta che molto spesso ci ha consentito di comprendere il giusto senso delle cose. Te ne vai un po’arrabbiato, per scelte fatte dal nostro partito sulle quali non sei d’accordo (Villaggio Paese, ripascimento della spiaggia di Cavo, vicende diverse sulle quali noi abbiamo grande responsabilità e quindi non potevamo tirarci indietro dal momento che sono progetti nostri e non della Destra), io rispetto la tua opinione su queste questioni anche se non la condivido (…) Leggo nel tuo intervento che la decisione di lasciare il Partito è una scelta maturata con il convincimento che i DS non sono più una forza di sinistra. Se fossi convinto che i DS non sono più una forza di sinistra, anch’io li lascerei. Sono convinto del contrario e non possono essere una, due scelte, di sviluppo locale, o qualche dirigente “riformista-scic” a farmi cambiare idea. Tra l’altro mi pare che ognuno abbia i suoi personaggi anche tu spesso difendi qualche “radical-scic”, che mi pare abbia come motto: “niente deve cambiare dopo che io, personalmente, mi sono tutelato con beni materiali ed immateriali!”. La nostra storia è diversa. Sai bene che abbiamo guardato e continuiamo a guardare all’interesse generale della gente. Vi sono tanti compagni che si sacrificano per il Partito perché credono nei valori che i DS portano avanti, perché vengono da una scuola, quella del PCI, che ci ha insegnato a vivere e a lottare per l’interesse di tutti. I DS sono un partito di sinistra, certo non sono più il PCI ma ne sono gli eredi, dove militano tanti compagni che fanno riferimento al cosiddetto “Correntone” ma che credono nella funzione dei DS nella Società attuale. Mi rendo conto che tra noi vi sono dei moderati più a destra di Rutelli! Un Partito pluralista e moderno, deve poter rappresentare le tante sensibilità che la sinistra esprime in cui possono albergare anche generatori di “mostri”. Allora dobbiamo creare gli anticorpi per contrastarli. Ma come si può fare se tanti di noi vanno via? In che modo possiamo contrastare certe fughe in avanti se abbandoniamo il campo? A ben vedere la tua mi sembra una resa che prende spunto da fatti che d’ideologico hanno poco, sembra quasi un segno d’impotenza in una situazione che ritieni immodificabile (…) Sono convinto che nei DS le nostre idee, quelle della sinistra del Partito avranno visibilità e agibilità politica. Si tratta di crederci. Per questo ti chiedo di ripensare la scelta che hai compiuto. Parliamone e discutiamo insieme, avendo entrambi l’obiettivo, come dici, di “colorare un po’ di rosso” questa nostra Isola perché possa andare avanti. Un caro saluto, Mario Giannullo (Segretario di Zona dei DS dell'Elba)